Nascosto nella fitta boscaglia della Serra de Sintra, il Convento dos Capuchos è uno dei luoghi più straordinari – e inaspettati – di tutta Sintra. Dove Pena abbaglia e Monserrate incanta, i Capuchos disarmano: un minuscolo convento francescano costruito così vicino al suolo, e così incassato nei massi di granito, da sembrare più cresciuto dal fianco della collina che edificato.
Fondato nel 1560 da Álvaro de Castro – adempiendo a un voto fatto da suo padre, il viceré João de Castro – il convento divenne dimora di frati francescani che rinunciarono completamente a ogni comfort terreno. Dormivano sul pavimento di nove anguste celle, con porte così basse da doversi chinare per passare, rivestite e isolate con sughero strappato dalla foresta circostante. Quel sughero diede al luogo il suo soprannome duraturo: il Convento di Sughero.
Per oltre due secoli, dal XVI fino alla fine del XVIII, i frati vissero qui in silenzio e abnegazione – un orto per il cibo, un corridoio di celle per la meditazione, un vestibolo a grotta e un erbario, l'Herbolarium, dove venivano preparate piante aromatiche. Quando il Portogallo sciolse gli ordini religiosi, il convento fu abbandonato alla foresta, che da allora lo ha silenziosamente reclamato.